COSA FACCIAMO

Il Centro Senza Violenza è un luogo “dedicato” a lavorare sulla questione della violenza maschile contro le donne. È un luogo ideato a partire dall’esperienza e dal punto d vista che le donne hanno espresso sulla questione della violenza maschile contro le donne e dalla convinzione che la libertà e l’autodeterminazione femminili siano fondamenti di civiltà da salvaguardare e realizzare per tutti e tutte.

Un ribaltamento di prospettiva

La presenza di un luogo rivolto a uomini autori di violenza nel territorio cittadino, rappresenta un ribaltamento di prospettiva per mantenere viva nella collettività la consapevolezza che:

  • l’uomo autore di violenza è il soggetto a cui compete la responsabilità dei comportamenti violenti e del loro cambiamento;
  • la radice del problema della violenza di genere è nelle relazioni fra uomini e donne, segnate a tutt’oggi da dinamiche di dominio, da privilegi maschili e da esercizi di potere;
  • la violenza contro le donne è un problema maschile;
  • la violenza contro le donne va controllata, ridotta ed eliminata.

 

I percorsi rivolti agli uomini autori di violenze

Il Centro Senza Violenza offre un’opportunità di cambiamento a uomini autori di violenza contro le donne e loro eventuali figlie e figli  in particolare nel contesto di una relazione intima. 

La proposta è rivolta a chi riconosce nei propri comportamenti violenti un problema e vuole essere aiutato a porvi fine.

L’offerta si concretizza in percorsi individuali e di gruppo, condotti da personale qualificato e specificamente formato, diretti a far cessare l’uso della violenza. La salvaguardia dell’incolumità delle donne e di eventuali figlie e figli coinvolte/i è una priorità.

 

Il metodo di lavoro

Il metodo di lavoro scelto dall’associazione ha come condizione prioritaria la sicurezza delle donne e di eventuali figlie e figli e assume come punto di partenza quanto elaborato dal Centro norvegese Alternativ til vold (Alternative alla violenza).

È un metodo che capitalizza i risultati dei saperi e delle pratiche prodotti dai gruppi delle donne impegnati da decenni in quest’ambito e in particolare l’esperienza del Centro Emerge (USA) fondato negli anni ‘70, frutto di una collaborazione fra uomini e donne impegnate nelle Case Rifugio americane.

Un metodo che può essere definito a tutti gli effetti femminista.

Esso prevede, in forma individuale o di gruppo 4 fasi di durata variabile:

  • un focus approfondito sulla violenza;
  • un focus sull’assunzione di responsabilità dei comportamenti violenti, perché la violenza è sempre una scelta;
  • un focus sulla storia personale;
  • un focus sugli effetti e le conseguenze della violenza sulle partner e su eventuali figlie e figli coinvolte/i.

Esso combina diversi elementi: l’attraversamento dettagliato delle violenze – secondo uno spettro ampio che comprende violenze psicologiche, fisiche, economiche, sessuali, spirituali –; il lavoro sull’assunzione di responsabilità da parte dei partecipanti e quindi il contrasto delle strategie di negazione, minimizzazione, banalizzazione, frammentazione ed esteriorizzazione della responsabilità generalmente poste in essere dagli autori; l’approfondimento sulla storia personale, che può essere segnata da situazioni traumatiche; il lavoro sulla consapevolezza degli effetti della violenza sulle donne che ne sono vittime.

 

L'accesso al Centro Senza Violenza

L’accesso al Centro Senza Violenza può avvenire sia su base volontaria sia a seguito di una condanna penale. Sono possibili ed auspicabili invii da parte dei soggetti della rete locale antiviolenza o segnalazioni da parte di partner, amici e amiche o familiari. La richiesta di partecipazione ad un percorso trattamentale deve essere fatta tuttavia in prima persona dall’autore della violenza.

Alla richiesta di aiuto, esplicitata telefonicamente o personalmente, fa seguito una prima fase di valutazione, che si sviluppa nell’arco di 2 o 3 colloqui individuali. La valutazione è diretta a verificare l’assenza di condizioni ostative alla partecipazione al percorso, quali: la presenza di gravi problemi di salute mentale, alcolismo o tossicodipendenza; la gravità della situazione di violenza individuata attraverso l’utilizzo di test specifici di valutazione del rischio; l’opportunità di intraprendere un percorso individuale o di gruppo o entrambi in momenti diversi.

L’avvio del percorso è preceduto dalla firma di un consenso al trattamento dei dati e di adesione alle condizioni previste per la partecipazione. L’accettazione delle condizioni prevede anche l’invio di una lettera alla partner (laddove presente), diretta ad informarla sui contenuti e sui limiti del percorso che il partner intende intraprendere presso il Centro e a domandarle disponibilità a essere ricontattata con il procedere del percorso del partner per fornire informazioni sui suoi comportamenti.

Il percorso ha una durata variabile di 9-12 mesi. Alla sua conclusione fanno seguito dei colloqui di follow up a 3, 6 e 12 mesi.

Per ogni autore, oltre alla valutazione del rischio, viene compilata una scheda narrativa e un questionario con finalità di monitoraggio e di valutazione degli interventi, quest’ultimo in forma cartacea e informatizzata.

Consenso informato per prestazioni di trattamento finalizzato all'interruzione della violenza

 

Gli interventi di informazione, sensibilizzazione e formazione

Oltre al lavoro trattamentale, l'associazione Senza Violenza svolge interventi di carattere politico e culturale – informazione, sensibilizzazione, formazione – diretti a promuovere un'analisi e un approccio al problema della violenza maschile contro le donne centrati su alcuni punti chiave:

l’importanza di rendere visibili gli autori e di promuovere un’assunzione di responsabilità maschile dei comportamenti violenti;

  • il riconoscimento della gravità e dell’estensione del fenomeno della violenza maschile contro le donne;
  • il riconoscimento che l’uso violenza in una relazione di intimità è un esercizio consapevole di dominio e quindi di potere e di controllo;
  • il riconoscimento che l’uso della violenza è sempre inaccettabile;
  • il riconoscimento che la violenza è causa ed effetto di disparità materiali e simboliche fra uomini e donne presenti a livello sociale economico e politico culturale.

Dalla sua apertura l'associazione Senza Violenza ha realizzato numerosi interventi presso Pubbliche Amministrazioni, Servizi Sociali Territoriali, Forze dell’Ordine, Magistratura, Ordini professionali (giornaliste/i, avvocate/i, psicologhe/i, assistenti sociali), Sindacati, Scuole e Università, elaborando di volta in volta strumenti e materiali dedicati.

Nel 2019 l'associazione Senza Violenza ha realizzato una campagna di comunicazione (C’è sempre un altro modo) in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Comunicattive.

 

La collaborazione con il Servizio Sociale

A partire dal 2014 l’associazione Senza Violenza ha dedicato un particolare impegno all’accompagnamento del Servizio Sociale del distretto di Casalecchio di Reno in un percorso di specializzazione per il contrasto della violenza svolgendo un’intensa attività di formazione e di supervisione sulla responsabilità e la responsabilizzazione degli uomini.

Questo percorso è stato all’origine della costituzione del Gruppo specialistico Violenza intrafamiliare di ASC InSieme. Un capitolo del testo La responsabilità della violenza. Un modello di intervento socioeducativo nel contrasto alla violenza maschile contro le donne (Il Mulino 2019) che descrive questa esperienza è stato curato da Giuditta Creazzo per l'associazione Senza Violenza. Due contributi del testo La capacità di trasformare il mondo. Pratiche femministe di servizio sociale (Settenove 2023) sono stati scritti da Giuditta Creazzo e Gabriele Pinto a partire dal lavoro di formazione e di supervisione svolto. L'associazione è stata inoltre partner nel pogetto DONNE IN-VIOLA e ha collaborato alla realizzazione dei microvideo omonimi.

Questo percorso è stato pilota di altre esperienze, tutt'ora in corso, di accompagnamento alla costituzione e alla formazione di gruppi specialistici presso altri Servizi Sociali pubblici (distretto di Pianura Ovest dell'area metropolitana di Bologna) e del privato sociale (cooperativa Piccola Carovana, cooperativa Open Group).

 

Interventi coordinati e integrati

Il Centro opera in collaborazione con i soggetti e le reti presenti sul territorio, impegnati a contrastare la violenza maschile contro donne e minorenni, di cui rappresenta un’articolazione, con attenzione particolare ai soggetti dedicati, quali i Centri AntiViolenza.

Il Protocollo metropolitano per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza nell'ambito di relazioni di intimità

Il Protocollo di collaborazione tra Senza Violenza, Comune di Bologna, Casa delle donne per non subire violenza, ASP Città di Bologna

L'associazione Senza Violenza ha promosso la costituzione della rete dei Centri del privato sociale dell'Emilia-Romagna per uomini autori di violenza contro donne e minori.

 

Un video per raccontarci

Con un contributo della Regione Emilia Romagna dedicato ai Centri per uomini autori di violenza del privato sociale e la collaborazione del Comune di Bologna Senza Violenza ha realizzato un video che racconta in breve le ragioni e lo scopo del proprio lavoro. Attraverso la presentazione di alcuni dati e chiavi di lettura, il video mira innanzitutto a sensibilizzare e ad “agganciare” gli uomini, autori diretti o potenziali di violenza, avendo sempre presente l’esperienza e i vissuti femminili delle violenze subite. Il fine non è colpevolizzare o punire gli autori o gli uomini in generale, ma sottolineare la possibilità di trasformazione e cambiamento per stare meglio con se stessi e nella relazione con l’altra, a partire dal riconoscimento della violenza e da un’assunzione di responsabilità dei propri comportamenti violenti. Testi e audio a cura di Senza Violenza, idea e realizzazione multimediale di Comunicattive. Qui il video.

 

Quella telefonata che non ho fatto (la seconda campagna di comunicazione di Senza Violenza)

Questa la frase guida della nuova campagna di sensibilizzazione di Senza Violenza nata dalle parole di un uomo in carcere per avere ucciso la propria compagna, per non avere riconosciuto per tempo la gravità dei propri comportamenti violenti e la necessità di chiedere aiuto per fermare l’escalation. La campagna è un’azione del progetto RESPONSABILITY, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, ed è stata elaborata con il contributo professionale dell’agenzia di comunicazione Comunicattive. Le immagini scelte sono scatti originali di Castro Xiques Ramiro: in primo piano volti di uomini di età e provenienze diverse per suggerire l’idea della “normalità” degli autori, la trasversalità delle violenze, la non emergenzialità del problema che richiede risposte strutturali; nello sfondo, di spalle, figure di donne che si allontanano, perché l’uso della violenza uccide la relazione e sempre più donne non accettano di essere svilite, umiliate, percosse, violentate e oggi finalmente possono trovare le risorse per andarsene. Le immagini sono accompagnate da frasi semplici e dirette che illustrano in modo concreto le forme di violenza più comuni: fisica, sessuale, economica, psicologica e la possibilità di chiedere aiuto. Venerdì 27 settembre presso il Municipio di Bologna, in una conferenza stampa molto partecipata la vicesindaca Emily Clancy ha introdotto la presentazione nella quale hanno preso parola Paolo Ballarin, Giuditta Creazzo, Gabriele Pinto e Letizia Lambertini per Senza Violenza, Elisa Coco per Comunicattive e Roberta Caldana per Tper. Qui l'intervista realizzata da Radio Fujiko presente tra altri mezzi di informazione all'evento. La diffusione della campagna avverrà, a partire da ottobre, attraverso i canali di Senza Violenza e grazie alla collaborazione di Tper.

C'è sempre un altro modo (la prima campagna di comunicazione di Senza Violenza)

C'è sempre un altro modo è la frase scelta per dare un'indicazione di rotta a chi vuole uscire dalla violenza e intraprendere un percorso di trasformazione dei propri comportamenti. La campagna è un'azione del progetto MOVE ON realizzato in partneriato con Casa delle donne per non subire violenza, ASC InSieme e ASP Città di Bologna e finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità.